Intervista a Gabriele Site Manager – Roma

Gabriele, cosa ti ha fatto capire di aver “trovato casa” in SVS?

Diciamo che fin dal primo colloquio mi sono sentito a casa perché mi hanno da subito trattato come una persona, non un numero. C’è fiducia, ascolto, senso di squadra. Sin dall’inizio sono stato coinvolto nei progetti e questo ha fatto davvero la differenza. Non è scontato trovare un ambiente dove ti facciano sentire parte integrante del team già dai primi giorni, e in SVS è stato proprio così.

Raccontaci una giornata tipo sul cantiere dei Villini: da dove parti la mattina?

La mattina parto da Ariccia, ho circa 50 minuti di viaggio per arrivare in cantiere. Una volta arrivato, accendo il computer e do un’occhiata alle mail urgenti per capire se ci sono questioni da risolvere subito. Poi faccio il giro del cantiere per verificare che tutto sia ok e che i ragazzi stiano facendo quello che devono fare secondo il programma. Monitoro l’avanzamento dei lavori, controllo la qualità di quanto viene realizzato e risolvo eventuali problemi per permettere alla squadra di andare avanti senza intoppi. L’obiettivo è sempre la qualità del lavoro, mantenendo il rispetto dei tempi previsti.

Qual è stata la sfida più tosta in questi primi mesi? E la soddisfazione più grande?

La sfida più tosta è stata sicuramente entrare in un progetto già strutturato e ben avviato, che ha anche uno standard qualitativo e un ritmo di lavoro molto alto. Bisogna capire velocemente i processi, integrarsi con il team e rispettare gli standard già consolidati. La soddisfazione più grande, invece, è vedere il risultato finale che ho contribuito a portare avanti. In particolare, quando abbiamo organizzato la camera campione è stato un momento di vera soddisfazione, perché ho visto concretamente il frutto del nostro lavoro e della collaborazione con il team.

Chi è la persona del team da cui stai imparando di più e cosa ti sta insegnando?

Sto imparando un po’ da tutto il team, ma in particolare da chi ha più esperienza come Daniele o Mauro, che hanno sviluppato una straordinaria capacità di prevenire i problemi prima ancora che si verifichino. Sono persone che hanno molta pazienza e disponibilità, cosa fondamentale per me, perché anche se nel passato ho lavorato in questo campo, sto ancora imparando molto.  Quindi alcune cose per me sono nuove e loro sono sempre disponibili a spiegare in modo chiaro, senza dare nulla per scontato.

SVS alle Olimpiadi: la nostra sfida vinta

Oggi le Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026 prendono il via.

 

Abbiamo accettato una sfida “quasi” impossibile: consegnare in tempo l’Arena Milano Santa Giulia e il Villaggio Olimpico, una corsa contro il tempo che ha mobilitato i nostri migliori project manager, site manager, tecnici e tutto l’ufficio sicurezza.

L’Arena Milano Santa Giulia, firmata David Chipperfield e Arup, ha già ospitato nelle scorse settimane le prime partite davanti a 4.000 spettatori. I lavori continueranno dopo le gare, ma il primo traguardo è raggiunto: l’hockey olimpico avrà la sua casa, e dopo i Giochi l’arena diventerà un punto di riferimento per Milano con concerti ed eventi fino a 16.000 persone.

 

Il Villaggio Olimpico è pronto ad accogliere gli atleti: camere consegnate, strutture funzionanti, tutto al suo posto, perché dietro ogni medaglia c’è anche chi ha lavorato perché gli atleti potessero concentrarsi solo sulla gara.
Ci abbiamo creduto quando sembrava impossibile. I nostri tecnici, i progettisti, l’ufficio sicurezza, i site manager: persone che hanno dato il massimo, notte e giorno, per rispettare le scadenze più stringenti. Le ultime ore prima dell’inaugurazione sono state intense, emozionanti, ogni dettaglio curato, ogni verifica completata.

 

E ora che tutto ha inizio, guardiamo a quello che abbiamo costruito con orgoglio.
Grazie a tutto il team SVS, queste Olimpiadi sono anche un po’ nostre.

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